What's normality ?

Era il 13 maggio 1978 quando il Parlamento italiano approvo' la Legge 180, nota anche come Legge Basaglia, che permise di chiudere i manicomi nel nostro Paese. E' infatti allo psichiatra veneziano Franco Basaglia che si deve questa vera e propria rivoluzione, che porto' alla revisione del sistema di gestione dei manicomi.
Da allora, l'accertamento e il trattamento della malattia mentale divennero volontari e solo in alcuni casi obbligatori. La 180 istituì inoltre i centri di salute mentale, un'insieme di strutture alternative, in grado di garantire il diritto alla salute mentale dei cittadini.
Insomma un diritto alle cure mediche per tutti, contro quegli pseudo lager che fino a quel momento servivano per "accantonare" (ed abbandonare a se stessi) i malati.

Sulla scia di questo anniversario, voglio porvi una questione spinosa....

Per voi cos'è la normalità? Esiste un canone secondo il quale è possibile affermare con certezza se una persona è malata o meno?
Chi siamo noi per giudicare? Eppure molti di noi lo fanno tranquillamente, attribuendo etichette a chicchessia senza problemi...

Alle volte bastano dei comportamenti per classificare una persona, non necessitano vere e proprie patologie... Ditemi se sbaglio.
Se qualcuno viene considerato con "qualche rotella fuori posto", visto che non è più possibile internarlo, tanto vale rinchiuderlo nei manicomi, o magari isolarlo perché non conforme allo standard che ognuno di noi si è creato nella propria testa ?

Meditate gente, meditate...
Perché oggi come oggi vengono classificati come matti, non solo i poveri innocenti fuori di senno, bensì coloro che perseverano nel sostenere una propria autonomia di pensiero, contrastando l'omologazione imperversante...
Forse i veri malati del nostro millennio sono coloro che manifestando quotidianamente la propria ipocrisia, mediocrità e saccenza... E credetemi, intorno ad ognuno di noi ce ne stanno tanti....

Vi lascio con un video che ho creato tempo fa sulle note di un successo di Cristicchi, affinché vi aiuti a riflettere...





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